EFTA: Atene e Leopoli

EFTA: Atene e Leopoli

di Umberta Telfener

Atene, 29-30 settembre e primo ottobre 2023

I convegni dell’EFTA-TIC – la sezione degli Istituti dell’Associazione – sono particolari: piacevoli contesti in cui si apprende sempre qualcosa e ci si diverte. La richiesta che viene fatta a chi presenta è di organizzare un discorso che abbia a che fare con l’insegnamento della psicoterapia, che attivi la platea, permetta esperienze ai partecipanti alimentando il dialogo. Anche questa volta ad Atene nel quartiere alternativo di Exarhia, il 29-30 settembre e primo ottobre 2023 si è svolto un convegno animato e stimolante.

Ci ospitava l’Athenian Institute of Anthropos di cui era il 60° anniversario. Era anche una ricorrenza per ricordare Petros Polychonis, direttore amatissimo che ci ha lasciato nel 2021, marito di Kyriaki nostra stimata collega. Il titolo già dice molto: Implementare le connessioni in un mondo frammentato: l’interconnessione nel training tra famiglie, gruppi e comunità. Il tentativo era quello che sto perseguendo anch’io come Presidente dell’EFTA, di allargare il campo d’attenzione dalla terapia – intervento specialistico di secondo livello – agli interventi sistemici nei contesti allargati, alle consulenze, al lavoro di primo livello in cui è l’Istituzione a diventare curativa e gli operatori possono anche ruotare, diventando intercambiabili. Mi riferisco a quegli interventi che avvengono in contesti molto diversi dalle quattro mura di uno studio, che abbiamo imparato a trattare nei primi training, prima che i vincoli del Ministero avessero portato alla necessità di rinchiudersi in parrocchie autoreferenziali. Interventi per aprirsi al mondo, a ciò che ci circonda, a ciò che accade nell’orrore e nella meraviglia. Abbiamo parlato di donne che tentano il suicidio in India, di ragazzini che devono sopravvivere in contesti in cui è avvenuta una sparatoria, di intervenire nel dramma tra Hutu e Tutsi dopo il genocidio in Ruanda…

Ma andiamo con ordine. La prima giornata, come ogni anno, accoglie due seminari aperti al pubblico prima della conferenza vera e propria. Questa volta li hanno condotti Peter Berliner, collega della Groenlandia di origini Inuit che si è concentrato sugli interventi nelle comunità e Federico Sarink, sull’humor in terapia. La stessa sera ha aperto il convegno Karl Tomm in videoconferenza da Calgary, che ha fatto un excursus personale della sistemica e delle domande chiave che hanno influenzato la sua carriera. Si è poi svolta una giornata emmezzo di workshop e di presentazioni orali in parallelo con un programma denso, per fortuna intramezzato da intervalli collettivi allietati da cibo greco e musica. Una sorta di piazza dove ci si incontrava per riconoscersi e scambiarsi idee.

Con cosa siamo tornati a casa? La conferma che il sociale ha invaso le nostre sedute, che è necessario alfabetizzare gli studenti alle situazioni di povertà, ai migranti, al post colonialismo, alle tecnologie; che il fare e far fare è diventato altrettanto importante del dire. Che esiste in Europa una comunità professionale sistemica di persone che si rispettano e si vogliono bene, che hanno tanto desiderio di condividere idee. Per finire con le parole del titolo di una delle relazioni “Ci vuole un villaggio per far crescere un terapeuta sistemico”. Gli abitanti di questo villaggio si incontrano ogni anno ai meeting dell’EFTA-TIC. La prossima volta venite anche voi!

Convegno in Ukraina il 7 e l’8 Ottobre 2023

Sabato e domenica, il 7 e l’8 ottobre come Presidente EFTA ho aperto il convegno Ucraino Facing the sun: the healing powers of systems (guardando in faccia il sole: il potere curativo dei sistemi) che aveva luogo a Leopoli, bellissima città risparmiata per ora dalla guerra. È strano ricevere un invito ad un convegno Ucraino ma è forse naturale che accanto alla guerra vada avanti una vita parallela fatta di quotidianità e ricerca di stimoli, di lavoro e di approfondimenti. Il convegno si teneva nella lingua madre ed io stessa sono stata tradotta, mi sono pertanto limitata a rimanere solo nello spazio dell’apertura. Ho parlato degli operatori come attivisti sociali e – naturalmente – dell’augurio e del desiderio di pace. Un gruppo del consiglio dell’EFTA ha a sua volta organizzato un video per salutare i colleghi ucraini e augurar loro la pace.