di Arianna Girard
Una storia fatta talvolta di corsi e ricorsi in cui ciò che ritorna assume forme nuove e apre possibilità inattese.
Per me, essere parte della Redazione di Connessioni (dal 2021) ha significato ritrovare uno spazio in cui far rivivere una passione antica: quella per i libri e per l’editoria. Sono cresciuta circondata da storie che arrivavano a casa grazie al lavoro di mia madre – all’epoca – in una nota casa editrice. Ricordo soprattutto i molti libri per ragazzi che portava a casa per me e che hanno alimentato l’idea che un libro sia sempre il regalo giusto da fare e da ricevere.
Questa familiarità quotidiana con i libri si è intrecciata con il mio percorso professionale. Subito dopo la laurea, insieme ad alcuni colleghi, immaginammo un libro sul ruolo del gioco nella formazione. Quando ancora l’autopubblicazione non esisteva, decidemmo di fondare una piccola casa editrice indipendente: un progetto vivo, cresciuto nel tempo, dal quale mi sono poi distaccata, ma che resta una radice importante del mio modo di pensare e costruire.
Anni dopo, nel CMTF, ho trovato l’occasione di dare valore a queste esperienze. È stato Massimo Giuliani, per primo, a riconoscere questo percorso e a farlo dialogare con Connessioni, offrendomi uno spazio di contributo e di crescita che oggi continua in una forma nuova.
Assumere oggi la direzione di Connessioni significa poter contare su ciò che è stato costruito: un luogo ricco, solido, generativo. A Massimo va il mio ringraziamento sincero, non solo per la trasformazione editoriale che ha guidato, ma per aver costruito negli anni una Redazione strutturata, fatta di ruoli, accordi e responsabilità condivise. È su queste basi che immagino un percorso nuovo, nella continuità.
Un ringraziamento altrettanto sentito va a Enzo De Bustis, direttore delle Scuole del CMTF ed Editore, per la fiducia che ripone in me nell’accompagnare questa nuova fase della rivista.
Mi impegno oggi a valorizzare un gruppo eterogeneo e maturo, capace di tenere insieme rigore e curiosità, organizzazione e creatività. Credo in una Redazione che funzioni come un piccolo laboratorio: dove l’organizzazione non soffoca, ma sostiene; dove le differenze generano pensiero; dove ciascuno può portare la propria voce senza perdere di vista una direzione comune. Un gruppo dai confini permeabili.
Desidero ringraziare e nominare, le persone che compongono oggi la Redazione: Chiara La Barbera, Elena Patris, Barbara Trotta, Walter Troielli, Enrico Valtellina. A loro va il mio riconoscimento per il lavoro svolto finora e per quello che continueremo a fare insieme.
Penso a una rivista capace di spaziare oltre i propri confini: dialogare con altre realtà editoriali, nazionali e internazionali; accogliere contributi diversi senza farsi imprigionare dalle logiche dell’indicizzazione; essere un megafono per la comunità sistemica, un luogo di scambio e apertura, senza rinunciare al rigore epistemologico che caratterizza la nostra tradizione.
Guardare avanti, per me, significa continuare a dare voce ai nostri maestri, mantenendo uno sguardo attento al presente e alle forme future dell’approccio sistemico. È in questa prospettiva che mi riconosco – sempre come quei nani sulle spalle dei giganti, capaci di vedere più lontano grazie a chi prima ha camminato per e con loro.
E infine, sono grata di poter continuare a lavorare accanto a Massimo anche in un altro contesto fondamentale: quello delle Edizioni del CMTF, dove il dialogo tra esperienza e innovazione potrà trovare un terreno fertile.
Con questo spirito, rinnovo l’invito a proporre contributi per la rivista e a leggere – o rileggere – i materiali presenti su Connessioni WEB, uno spazio vivo di confronto, ricerca e pensiero condiviso.
